Fotovoltaico: parliamo di dimensioni dell’impianto e di smaltimento

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Sono tante le domande che le persone mi pongono quando si affronta il tema del fotovoltaico. In particolare interessa sapere quale è la giusta dimensione dell’impianto da installare. Molto persone si interrogano anche se in futuro sarà necessario smaltire l’impianto. Oggi rispondo perciò a due domande calde: in cosa consiste un corretto dimensionamento dell’impianto e cosa succederà tra vent’anni o trenta agli impianti fotovoltaici?

 

In cosa consiste oggi un corretto dimensionamento dell’impianto?

Rispondere a questa domanda significa aprire uno scenario tutto nuovo. All’inizio, erroneamente, si dimensionava l’impianto sulla potenza del contatore (confondendo la potenza di prelievo istantaneo del contatore con la produzione giornaliera/annuale dell’impianto).
Il mio approccio è diverso.
Quando intervisto i miei clienti per valutare le loro esigenze, mi allineo a un concetto più ampio. Un progetto corretto non deve ridursi all’oggi ma valutare le possibili esigenze da oggi ai prossimi anni, anche trent’anni. Ci si deve chiedere come si possono evolvere i consumi, come la tecnologia potrà offrire nuovi strumenti per migliorare la vita (climatizzatori, asciugatrici, vmc, macchina elettrica etc etc ) e come questi potranno influire sull’aumento dei consumi energetici.
Anche la resa dell’impianto nel tempo va tenuta in debita considerazione; se oggi un buon impianto è garantito con una resa del 92% bisogna creare le condizioni perché questa resa sia garantita anche tra trent’anni.
Avere una visione più ampia del semplice acquisto per moda o con il mero scopo di abbassare la bolletta energetica, senza apportare miglioramenti alla qualità della vita credo tolga alla scelta di un impianto di efficientamento energetico buona parte della sua ragion d’essere.
Si tratta di un nuovo e rivoluzionario approccio al problema che richiede l’esperienza e la competenza di un vero professionista.
Concludendo, se non ci sono dei vincoli oggettivi come ad esempio lo spazio a disposizione, il mio consiglio è di optare sempre per il massimo possibile. L’errore più comune che si possa fare è di dimensionare l’impianto sullo stato attuale dei consumi senza considerare che l’impianto è legato alla casa e che magari tra 20 anni ci vivranno altre persone con altre necessita o ci sarà magari qualche nuova tecnologia che potrà risolvere qualche problema legato all’uso della casa.

 

Cosa succederà tra vent’anni o trenta agli impianti fotovoltaici? Chi si occuperà dello smaltimento?

Sono domande serie, fatte in totale buona fede, a cui mi piace rispondere in modo un tantino ironico. Forse che, quando si compra un’auto nuova, ci si preoccupa di cosa succederà quando non sarà più in grado di funzionare bene?
Per tranquillizzare su questi temi, credo di poter dire che tra trent’anni, con la consapevolezza sempre più crescente che è impossibile non percorrere questa strada e con la tecnologia che fa passi da gigante, ci sarà un mercato dove si offriranno soluzioni innovative con prestazioni sempre maggiori e spazi sempre più piccoli e mi immagino un mercato di proposte nuove con ritiro e valutazione del vecchio impianto.
Va precisato che i pannelli sono perfettamente riciclabili perché composti per l’80% di silicio, elemento che esiste in natura. Va inoltre detto che oggi le aziende stanno testando un prodotto spray che nebulizzato sui pannelli riporta l’efficienza allo stato primario.

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